Elezioni, il voto degli indecisi sulle sorti della città
Pubblicato in data: 4/5/2012 alle ore:09:00 • Categoria: Politica •L’astensionismo potrebbe battere tutti in questa tornata elettorale. In tutta Italia cresce, infatti, l’antipolitica, cittadini che hanno perso ormai la fiducia. Sta montando una legittima onda partiticida che potrebbe abbattersi anche sul voto atripaldese, nonostante le Amministrative, di per sé, riescano sempre a calamitare ai seggi molti più elettori delle politiche.
Tutte e quattro le liste in campo, nella maggior parte dei casi, sono il frutto di fratture e veleni maturati nel corso degli ultimi cinque anni dentro e fuori il Consiglio comunale.
La lista “Piazza Grande” di Raffaele La Sala nasce dall’isolamento nel quale si è ritrovato il consigliere di minoranza candidato sindaco all’interno del Consiglio comunale e nella stessa opposizione.
Quella invece di “API – Alleanza per Atripalda” di Emilio Moschella è nata il giorno prima della presentazione delle liste per i veti incrociati che Pd, Udc e Fli hanno posto sul nome dello stesso Moschella.
L’alleanza “Uniti per Atripalda” di Paolo Spagnuolo, nata sull’accordo programmatico sottoscritto da Udc, Pd, Fli e Psi segna invece lo strappo forte tra Udc e Pdl, con ripercussioni che potrebbero registrarsi subito dopo il voto nell’alleanza di centrodestra alla Regione e alla Provincia. Altra scelta inaspettata è l’accordo di Fli con il Pd e l’Udc di De Mita.
Infine, la lista “Patto civico per Atripalda” con Aldo Laurenzano che, sempre più in rottura con il Partito Democratico, è stato mollato negli ultimi mesi da tutte le forze politiche ed i gruppi consiliari che lo avevano portato alla vittoria cinque anni fa e si è ritrovato alla fine alleato con quel Popolo della Libertà che tanto lo aveva criticato prima.
Tutto ciò potrebbe alla fine generare scontento e smarrimento nell’elettorato atripaldese.
Non andate a votare
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